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Profilo lipidico completo e calcolo del rischio cardiovascolare

Descrizione del servizio:

Il profilo lipidico è un esame che serve per misurare i livelli dei lipidi presenti nel sangue. Questi valori sono utili ai medici per vagliare l’eventuale presenza di dislipidemie nei pazienti, con il conseguente aumento il rischio di malattie cardiovascolari, diagnosticarle o gestire la malattia.

Il profilo lipidico comprende le seguenti misurazioni:

  • Colesterolo totale;
  • Colesterolo HDL;
  • Colesterolo LDL;
  • Trigliceridi.

Infatti misurando il colesterolo totale, il colesterolo-HDL e i Trigliceridi, è possibile risalire con un semplice calcolo matematico al colesterolo-LDL, ossia il “colesterolo cattivo”: questo tende a depositarsi sulle pareti dei principali vasi arteriosi dando origine a “placche” che ne riducono l’elasticità ed il lume. Ciò permette di valutare il RISCHIO CARDIOVASCOLARE, ossia la possibilità che, in base ai valori riscontrati, all’età, al sesso, alle abitudini di vita, si possa incorrere a patologie a carico del sistema cardio circolatorio (problemi di fluidità del sangue, danni circolatori, manifestazioni arterio-sclerotiche, ipertensione, problemi cardiaci ). I valori di LDL-COLESTEROLO desiderabili nei soggetti sani devono essere inferiori a 130 mg/mg. Valori ideali Colesterolo LDL.

Colesterolo totale

Il Colesterolo non è un nemico da sconfiggere anzi, è una sostanza indispensabile e grande utilità per il nostro organismo: modula la fluidità delle membrane cellulari, è un precursore di alcune sostanze ormonali e della vitamina D, e contribuisce alla composizione della bile.

Prodotto dal fegato, può anche essere introdotto con la dieta: è contenuto, per esempio, nei cibi ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo, fegato. È invece assente in frutta, verdura e cereali.

Tuttavia valori elevati possono predisporre ad importanti patologie principalmente a carico del cuore e del sistema circolatorio. I livelli sanguigni di colesterolo totale dovrebbero essere mantenuti al di sotto di 200mg/dl. Valori più elevati vanno monitorati.

Per definire meglio il RISCHIO CARDIOVASCOLARE, occorre tuttavia sottolineare che, oltre alla quantità totale di colesterolo, è importante conoscere le sue frazioni: il colesterolo HDL, comunemente definito “colesterolo buono” ed il colesterolo LDL o “ colesterolo cattivo”.

Il colesterolo è una sostanza grassa che si muove in tutto il corpo, non libera, ma trasportata nel sangue dalle cosiddette lipoproteine.

Le lipoproteine analizzate sono:

  • LDL;
  • HDL.

Colesterolo LDL

Le LDL (Low Density Lipoprotein), lipoproteine a bassa densità, sono una delle due principali lipoproteine presenti nel sangue coinvolte nel trasporto del colesterolo.

Il colesterolo LDL è spesso chiamato “colesterolo cattivo” in quanto, se in alta concentrazione, può accumularsi sulle pareti delle arterie e renderle più

strette formando depositi di grasso sotto forma di placche che rivestono le pareti delle arterie, indurendole, riducendone il lume e causando ostruzioni.

Questo accumulo è chiamato aterosclerosi.

Colesterolo HDL

Le HDL (High Density Lipoprotein), lipoproteine ad alta densità, sono la seconda delle due principali lipoproteine presenti nel sangue coinvolte nel trasporto del colesterolo.

Il colesterolo HDL è quello che comunemente chiamiamo“ colesterolo buono” in quanto perché porta via, lontano dalle arterie, altri tipi di colesterolo compreso quello LDL.

  • il valore del colesterolo totale è “desiderabile” quando non supera i 200 mg/dl;
  • il valore del colesterolo-LDL è “desiderabile” quando non supera i 100 mg/dl;
  • il valore del colesterolo-HDL è “desiderabile” quando è uguale o superiore a 50 mg/dl.

In caso di alterazione di questi valori è consigliabile eseguire con una certa costanza i controlli: ogni 2-3 mesi nel caso in cui si stiano valutando gli eventuali benefici ottenuti dall’assunzione di un integratore o di una cura farmacologica; annuali negli altri casi (per esempio chi fa uso di farmaci, come la pillola contraccettiva, o chi per lavoro è costretto a mangiare spesso fuori, chi presenta obesità, diabete, ipertensione, chi presenta familiarità di ipercolesterolemie).

Sarà quindi il medico ad analizzare i dati raccolti durante le analisi ed eseguire una diagnosi corretta.

Trigliceridi

Quando si parla di Trigliceridi, TAG, si pensa a loro come ad una sostanza dannosa, in realtà essi sono fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo, sono un indicatore importante di salute e non devono essere né troppo alti ma nemmeno troppo bassi: devono rimanere in equilibrio.

I trigliceridi costituiscono gran parte (90 – 98 %) dei grassi (lipidi) contenuti negli alimenti e nell’organismo umano; sono presenti normalmente nel nostro sangue e provengono per lo più dalla dieta ma una parte è prodotta anche dal fegato.

Quando si mangia, l’organismo converte in grassi tutte le calorie di cui non ha bisogno e li immagazzina nelle cellule adipose; da queste poi vengono rilasciati durante l’arco della giornata per garantire il giusto apporto energetico. I trigliceridi rappresentano quindi la riserva energetica del nostro

organismo pronta ad essere utilizzata secondo le necessità e proprio per questo motivo, sono molto importanti per il mantenimento della salute.

Quando però si assumono molte più calorie di quelle necessarie, i livelli di trigliceridi nel sangue possono aumentare a dismisura e ciò contribuisce all’insorgenza della condizione patologica nota come ipertrigliceridemia. Obesità, dieta ipercalorica e iperglucidica, diabete mellito tipo 2, sedentarietà e alcolismo sono le principali cause e fattori che predispongono alla ipertrigliceridemia; i casi di ipertrigliceridemia familiare sono invece molto bassi (circa 1:1000) così come quelli legati ad un deficit nell’azione delle protein-lipasi ((circa 1:1000000) o ad altre condizioni patologiche del pancreas o dei reni.

La quota di trigliceridi presente nel sangue (trigliceridemia) è normalmente compresa tra valori di 50 e 150/200 mg/dl.

Se in seguito a dosaggio ematico si evidenziano valori superi 200 mg/dl bisogna informare il proprio medico che prenderà in considerazione anche altri parametri come glicemia, colesterolo e i fattori quali: fumo, vita sedentaria, obesità; in base a tutto ciò il medico potrà valutare la presenza o meno di rischio cardiovascolare.

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